Disclaimer

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Le storie che presento nel mio blog, le ho fatte per le mie lezioni d'italiano (e poi di spagnolo, francese e portoghese brasiliano). Generalmente, sono più o meno vere :). Ma, per farle più interessanti, spesso esagero o le colorisco un po' :).

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sabato 20 novembre 2010

Georgia 2010

10.11.2010
 
Non ero preparato per niente – niente di straordinario. Ma dovevo lavorare molto e della gita in Georgia, non ne pensavo affatto. Allora mercoledì sera, prima del ponte, con tanto traffico dovevo andare a Piastów per trovare i miei pantaloni, mangiare qualcosa, andare in un negozio per fare la spesa, fare le valigie ed andare all'aeroporto. Ho evitato quasi tutti ingorghi stradali scegliendo le giuste circolazioni e le strade che conoscevano soltanto gli abitanti locali. Ho trovato a Piastów tutto quello che cercavo. E ho convinto mio papà a portarmi all'aeroporto dove mi aspettavano i miei amici con cui andavo in Georgia. Andavamo in quattro : Kasia, Małgosia, Hubert ed io. Al check-in si è rivelato che il mio zaino pesava di più dei tutti altri, cioè 20,5 kg! Lo zaino conteneva quasi tutti i miei vestiti :), perché andando in montagne alte aspettavamo le temperature basse ed anche andavamo al mare dove invece aspettavamo le temperature alte. All'aeroporto giravamo troppo lungo e poi abbiamo trovato una fila davanti al passaggio per i voli extraeuropei ed abbiamo sentito che eravamo chiesti di andare alla gate immediatamente :). Ma l'aereo ci aspettava e siamo partiti. Al bordo ho visto che con noi viaggiava Adam Michnik – il giornalista - ed un regista(poi ho trovato che era Marcin Koszałka). Siamo partiti verso le 22:30 ed a Tibilisi siamo arrivati alle 04:30(grazie al fuso orario).
11.11.2010

All'aeroporto ci aspettava la persona che ci ha noleggiato la macchina. Abbiamo trovato che non era un georgiano ma un americano(questo spiegava il suo inglese perfetto). Abbiamo firmato un contratto ed abbiamo cambiato i soldi – 1 GEL(lari) – la loro valuta – valeva 1.8 PLN. Primo volevamo andare a Mtskheta – il capitale storico di Georgia e l'americano ci ha aiutato a trovare la strada(lo seguivamo all'inizio). Pur essendo le 7 di mattina era ancora buio quando siamo arrivati alla città. L'abbiamo visitata con i primi raggi del sole. Tutte le chiese erano chiuse. Poi siamo partiti per Kazbegi dove si trova il simbolo di Georgia(un monastero alla cima davanti alla montagna di Kazbeg). Andandoci ci siamo fermati per mangiare chaczapuri(il piatto tipico in Georgia - un tipo di focaccia con formaggio salato). Ed abbiamo visitato un castello a Annanuri.. Facevamo la cosiddetta – La Strada georgiana della guerra. La strada aveva i frammenti bianchi, ma i panorame erano meravigliosi. A Kazbegi dovevamo trovare un posto per passare la notte. Kasia ci ha raccontato che a Kazbegi uno raccomandava a trovare una Lada Niva bianca con la targhetta che comincia con POJ e della qualle proprietraio aveva fratello che si occupava di alloggiamento. Questo è stato scritto 4 anni fa ma per la nostra sorpresa proprio tale macchina ci ha fermato ed l'autista ci ha proposto a portarci alla chiesa. Noi ovviamente abbiamo rinunciato l'offerta, perché volevamo andarci a piedi, ma abbiamo accettato l'offerta dell'alloggiamento – infatti, la famiglia che abitava li, per il nostro soggiorno, si è spostata ad una stanza, lasciandoci le sue altre due stanze. Non avevamo tempo per andare in montagne allora soltanto abbiamo visitato la città. In questa città le strade principali erano asfaltate(tutto era asfaltato, non c'era nessun frammento con erba) e ci camminavano le mucche mangiando le foglie. Vagabondando nella città abbiamo incontrato un vecchietto con cui abbiamo parlato un po' e lui sapeva molto della politica in Polonia e del mondo. Abbiamo fatto la cena nell'unico ristorante aperto(non mi è piaciuto molto). Abbiamo incontrato qualche polacco li. Poi siamo tornati alla nostra casa, e siamo andati a dormire. Tutto il giorno c'era bel tempo – c'era il sole, il cielo senza nessun nuvola e faceva caldo.
12.11.2010
 
Sveglia all'alba. Siamo partiti alle 07:15. Era ancora buio. La città era vuota – l'avevamo notato il giorno
prima a Mtskheta – di mattina non c'era nessuno, le strade, tutta la città era vuota, non succedeva niente – sembrava che tutti dormissero. Tutto era chiuso. Volevamo andare a Kazbeg – la cima alta(piu di 5000 m s.l.m.) - Non intendevamo raggiungere la vetta, ma un ghiacciaio che si trova li. Da Kazbegi siamo andati a Gergeti(la città vicino) da dove si cominciava.(il giorno primo molte persone ci offrivano un precorso alla chiesa, ma noi rifiutavamo). A Gergeti si vedeva molta povertà e molte case erano distrutte. Ci abbiamo messo un ora e mezzo per arrivare alla chiesa(nel frattempo facendo anche la colazione). Era bel tempo di nuovo, forse ancora più caldo. Dalla chiesa seguivamo un itinerario a Kazbeg. Abbiamo incontrato un georgiano che scendeva con un cavallo. Ci ha permesso di montare al cavallo e scattare le foto. Per ringraziarlo gli abbiamo dato la cioccolata polacca. Poi salivamo e dopo qualche tempo abbiamo incontrato tre georgiani con gli zaini grandi. Parlavano abbastanza bene inglese ed abbiamo trovato che quel uomo con il cavallo gli ha portato i loro zaini fino al posto dove cominciava la neve è diventava troppo pericoloso per l'animale. Volevano raggiungere la cima di Kazbeg passando la notte alla stazione meteorologica(normalmente in novembre chiusa ma avevano la chiave) ed partire un giorno dopo alle 4 di mattina. Li seguivamo un po' ma si creava un conflitto tra di noi :). Nei nostri progetti non volevamo raggiungere la vetta, soltanto il ghiacciaio. Ma in questa situazione, con bel tempo, con la possibilità di stare per la notte nella stazione volevo andare insieme con i georgiani a Kazbeg. Si, non eravamo preparati molto bene, per non dire per niente, e forse ero un po' stupido e poco responsabile progettando di passare il ghiacciaio senza nessun equipaggiamento specialistico, senza vestito giusto e senza nessun assicurazione, ma secondo me tale arrampicata non sarebbe stata troppo difficile ed io avrei rischiato un po' per farla. Le donne hanno rifiutato(Małgosia per il motivo della mancanza della forza, Kasia invece per la regola, che non si fa tale cose al improvviso). Hubert mi dava per un attimo la speranza perché voleva andare anche lui, ma era indeciso ed alla fine ha approcciato la sua fidanzata. Dunque siamo tornati non raggiungendo neanche il ghiacciaio. Mi è venuta in mente un'idea di separarmi dal gruppo e di andare da solo. Se fossero stato alla fine delle nostre vacanze(per esempio prima di tornare a Tibilisi), lo avrei fatto senza pensare. Ma in questo punto ho deciso di non far arrabbiare gli altri, che di sicuro sarebbero stati scontenti e un po incazzati. Allora siamo scesi a Gergeti(Generalmente scendevamo fuori itinerario per scortare la distanza), dove abbiamo fatto una passeggiata e durante cui scattavamo le foto e parlavamo con i cittadini(Ho dato la mia ultima cioccolata ai bambini che giocavano in un box con la sabbia fatta dalle tegole di asbesto). Dopo esser tornato a casa abbiamo mangiato la cena che avevamo ordinato di mattina, scegliendo i cibi tipici georgiani. Sfortunatamente ci hanno dato i prodotti congelati. Non mi è piaciuto di nuovo. Di sera discutevamo dove andare il giorno seguente.
13.11.2010
 

Sveglia di nuovo alle 7. Quel giorno volevamo raggiungere almeno Kutaisi, ma prima siamo andati a Uplicyche attraversando Gori dove, per caso ci siamo trovati accanto al museo di Stalin. Allora già essendoci abbiamo scattato le foto. Guidavo io e devo dire che autisti georgiani sono pazzi – sorpassano alla strada in montagna che gira sempre e non si vede niente. Totalmente ignorano le linee dipinte sull'asfalto e le corsie. In città invece non si sa mai chi ha la precedenza e molto spesso Hubert ed io andavamo con le strade di senso unico, ma contro il traffico grazie di mal segnate strade. A Uplicyche si trova la città scavata nella roccia. Non era facile trovarla perché in Georgia non si segnala ancora bene i posti turistici. Da Uplicyche siamo andati a Kutaisi. Durante il viaggio ci ha fermati la polizia – tutto il giorno molti autisti ci davano segni con i fari e non capivo per quale motivo. Il poliziotto non parlava ne inglese ne russo ne italiano ma ho capito che andavamo con i fari accessi – in Georgia non è obbligatorio usarli durante il giorno – e mi ha chiesto di spegnerli. Man la nostra macchina era americana ed era nuova e non si poteva spegnere i fari – si accendevano quando volevano. Alla fine il poliziotto ci ha detto di non preoccuparsi di più dei fari e potevamo continuare. A Kutaisi non c'era niente di interessante. Volevamo andare a Gelati dove si trova un monastero. Ma era già buio e ho convinto gli altri di andare in Svaneti, a Lentekhi – cosi sarebbe stato più vicino a Mestia un giorno dopo. Al inizio la strada era buona ma poi c'erano i frammenti lunghi della strada bianca. Ci abbiamo messo 2h30 per fare 80km. A Lentekhi siamo andati alla questura per chiedere ad un posto dove potevamo stare per la notte. Il poliziotto ci ha indicato una casa – anzi ci ha portato li. Abbiamo passato la notte con la famiglia dei muratori di un campo da calcio. Abbiamo chiesto se la strada in montagna a Mestia fosse accessibile. Prima il poliziotto ci aveva sconsigliato di fare la strada in montagne). Anche i muratori hanno ripetuto lo stesso. A Mestia potevamo andare tramite Zugdidi, ma primo avremmo dovuto tornare a Kutaisi e invece di fare 100km, avremmo dovuto fare tre volte di più. Uno dei muratori era affascinato della mia mappa. Non capiva bene alfabeto latino, ma con piccolo aiuto mi ha mostrato la strada che avevo già saputo. Poi ripeteva questo molte volte. Le stanze non erano riscaldate allora prima di andare a dormire stavamo tutti nella cucina.

14.11.2010

Siamo partiti all'alba. Siamo andati alla questura di nuovo per verificare ancora la strada a Mestia. Non c'era nessuno ma abbiamo catturato una persona che guidava landrover. Lui non sapeva se la strada fosse trasferibile, ci ha consigliato di provare e tornare indietro con la prima neve incontrata perché la nostra macchina poteva essere troppo bassa(lo spazio fra la terra e il telaio). Ci ha augurato ben viaggio. Per caso abbiamo preso il suo numero di telefono – si chiamava Robert. La strada bianca era difficilissima con i sassi grandi, con le salite e discese ripidi, con le buche e i pozzanghere grandi. All'inizio circolavamo le montagne allora non c'era nessuna neve ma in certo punto dovevamo passare un valico che si trova all'altitudine di 2600 m s.l.m. E c'era la neve – non tanta ma abbastanza per divertirsi :). Ci siamo interrati 3 volte(una volta come aveva previsto Robert – la nostra macchina si è sospesa sul telaio). Dopo molte prove ci è venuta in mente l'idea di usare il martinetto, alzare la macchina ed riempire le buche con i sassi. Poi Hubert per qualche tempo guidava da solo con noi lo seguendo a piedi per fare la macchina più leggera. E dopo 10h, di sera, siamo arrivati a Ushguli dove abbiamo trovato una casa dove potevamo dormire – Due persone ci hanno proposto alloggiamento, allora dopo qualche negoziazione abbiamo scelto l'offerta migliore – 35GEL per alloggiamento e alimentazione. Ci hanno preparato la cena(per la prima volta mi è piaciuta) – georgiani erano molto ospitali. Facevamo molti brindisi – Sebbene l'alcol non mi piaca bevessi un po' anch'io – primo per non offendere i nostri ospiti, secondo perché non c'era niente d'altro :) – in Georgia brindisi è un rito - non si beve senza farlo. Allora abbiamo fatto brindisi per la Georgia, per la Polonia, per la Canada, per i nostri paesi, per le donne, per i morti, per noi, per la salute ecc. :). Al tavolo ci accompagnavano soltanto gli uomini – le donne ci servivano ma non mangiavano mai con noi. Anche rifiutavano ogni aiuto.
15.11.2010

Ci siamo svegliati un po più tardi, alle 8:30. Gli altri sono andati a fare la spesa soltanto per trovare che un negozio era chiuso e hanno comprato soltanto il latte. I nostri ospiti sembravano di non essere contenti perché avevano le mucche e potevamo darci o venderci il loro latte. Non avendo niente da mangiare abbiamo ordinato la colazione. Poi siamo andati in montagne. Al inizio ci accompagnava un canadese e un cane grandissimo – gentile per la gente ma attaccava i maiali. Quel canadese veniva da Vancouver e viaggiava molto. In Georgia, a Ushguli, ci stava da qualche mese e voleva ancora starci fino a gennaio – ma non ne era sicuro perché durante l'inverno Ushguli diventa inaccessibile e forse dovrebbe dovuto restare fino ad aprile. Gordon, cosi si chiamava, faceva informatico nella ditta di suo padre e poteva tornare al lavoro quando voleva. Allora abbiamo fatto l'escursione non molto stancante – non c'erano gli itinerari turistici allora camminavamo fuori pista. Siamo tornati verso le 17. Abbiamo visitato la città piena delle torre storiche. Ushguli si trova all'altitudine di 2200m s.l.m. - all'altitudine più alta nell'Europa dove abita la gente per tutto l'anno. Dopo aver mangiato qualcosa siamo partiti al mare. Di mattina avevo convinto gli altri che non c'era nessun senso 'perdere' un altro giorno viaggiando in montagne con le strade rovinate. Da Ushguli al mare ci sono soltanto 250km, ma con la qualità della strada, la si fa in 10h. Ho proposto che potevo guidare tutta la notte – cosi siamo partiti alle 18 – ci mancava la benzina, ma c'era la stazione a Mestia aperta 24h(non è una cosa standard in Georgia). Mestia si trova circa 50km da Ushguli e la strada l'abbiamo fatta in 3h. Poi altre 6h per arrivare alle 4 al mare, a Poti. Durante il viaggio ci passava soltanto 12 macchine :) - avevo molto tempo, allora contavo :).

16.11.2010

Non mi sono svegliato perché infatti non dormivo affatto. Di notte e di mattina tirava il vento fortissimo :) e caldo. Vicino a Poti c'era la città – Ureki, dove c'erano le spiagge belle con la sabbia nera. Ci siamo andati, ma al posto abbiamo trovato la città semi-deserta(come il nostro Władysławowo fuori stagione), con tanti lavori, con le spiagge brutte e piene dei rifiuti. Quasi tutto era chiuso. Tutta la città era rinnovata. Allora siamo andati a Batumi dove abbiamo fatto una passeggiata ed abbiamo fatto la colazione. Poi siamo andati a Gonio dove, secondo la guida, si trovava una fortezza. Ma abbiamo trovato soltanto un muro grande con un museo archeologico dentro – che noia. Dunque siamo andati a Sapri – la città alla frontiera fra Georgia e Turchia. Secondo la guida c'erano le spiagge bellissime, perfette per rilassamento. La spiaggia era vuota, acqua era un po' fredda ma io e Hubert abbiamo fatto una nuotata. Abbiamo deciso di andare al parco naturale – Mtirala - dove il nostro amico – Motyl – ha incontrato la gente che si occupava delle api. Motyl ci ha dato le foto per loro. Il parco l'abbiamo trovato senza nessun problema.(era ben segnato, vicino a Batumi), ma poi la mappa e le distanze date da Motyl non corrispondevano alla realtà. Abbiamo incontrato un uomo e lo abbiamo chiesto a Tiki(la persona che ospitava Motyl). Lui lo conosceva ma ci ha detto che Tiki non c'era e sarebbe tornato un giorno dopo. Ma quel uomo – Zia – aveva guest house dove potevamo stare. Di sera ci hanno dato pranzo buono e abbondante – quasi tutti prodotti alimentari fatti da solo.



17.11.2010

Dopo la colazione siamo andati al parco naturale. Ci guidava Zia – ci ha raccontato che faceva alpinista.Ma dopo un evento traumatico(ho sopravvissuto la valanga quando sono morti quasi tutti del suo gruppo). Ha cominciato a lavorare nel turismo. Ha costruito qualche itinerario ed una casa per i turisti al parco. Dopo 6h siamo tornati a casa ed abbiamo mangiato moltissimo. Poi è arrivato Tiki. Zia ci raccontava che Tiki lavorava a KGB ma poi è andato in pensione a Batumi ed quel ora si occupava delle api. Ma secondo me scherzava – Tiki non parlava russo bene.(Poi abbiamo trovato che Zia e Tiki sono cugini). Abbiamo parlato un po' e poi abbiamo chiesto alla strada a Vardzia. Tiki ci ha riassicurato che la strada era buona – molto migliore di quella in Svaneti. Anche Motyl l'ha confermato.
18.11.2010

La colazione alle 8. Poi abbiamo detto arrivederci ai nostri ospiti e siamo andati via...50m laggiu – Tiki ci aspettava allora di nuovo dovevamo mangiare e bere qualcosa . Tiki ci ha regalato la frutta, e il miele per il nostro viaggio ed anche la sua cha-cha(vodka georgiana) per Motyl. Verso le 11 ce l'abbiamo fatta a partire per Vardzia dove si trova la città scavata nella roccia(più grande di quella a Uplicyche) La strada era abbastanza buona. Nel frattempo abbiamo visitato un ponte storico. Dovevamo attraversare un valico al 2000m s.m.l. - Ma con la strada buona anche se bianca, questa volta non c'era nessuna neve e l'abbiamo fatta senza problemi. Scendendo ci ha mancata la benzina. Dicendo il vero lo aspettavo e la colpa era dell'autista cioè Hubert(Per me non c'era nessun problema con questo, anche meglio che è successo qualcosa di interessante :)). Quando salivamo e passavamo le stazioni di benzina, gli ho detto che sarebbe stato bene prendere la benzina – non mi ha ascoltato dicendo che la avrebbe preso più tardi. Salendo la macchina consumava molto di più che normalmente. Fortunatamente ci siamo fermati vicino ad una città con la stazione di benzina. Hubert e Kasia hanno catturato Marszrutka(cosi sono chiamati i bus privati in Georgia) e con le bottiglie d'acqua sono andati alla città. Io e Małgosia invece fermavamo tutte le macchine che passavano chiedendo la benzina(ma nessun l'aveva o poteva darci(ci mancava un manicotto per versare la benzina da una macchina alla nostra). Ci voleva circa un ora per continuare il nostro viaggio. A Vardzia siamo arrivati quando c'era già buio. La guardia era sorpresa che qualcuno è arrivato cosi tardi, ma potevamo visitare la città. Poi abbiamo deciso di andare direttamente a Tiblisi dove siamo arrivati alle 23. Abbiamo trovato con qualche problema(e con l'aiuto di un tassista gentile) l'ostello che ci raccomandava Motyl – non piaceva a Hubert e Kasia – c'erano le persone ubriache e c'era schifo – ma il prezzo era buono – 20GEL. Ma vicino abbiamo trovato un hotel abbastanza economico(35GEL con la colazione). All'una siamo andati a dormire. Quando chiedevamo i tassisti per un hotel economico la poliziotta urlava che ho parcheggiato male – era l'unica poliziotta antipatica.

  
19.11.2010

Nell'hotel servivano la colazione dalle 9 alle 12 allora non aveva troppo senso di alzarsi molto presto. La colazione era tipo europeo – delle salsicce, le uova, te o caffè e marmellata. Dopo averla mangiata siamo andati a restituire la macchina. Qualche tempo giravamo a Tibilisi per trovare la sede della ditta da cui abbiamo noleggiato la macchina, ma con l'aiuto delle persone incontrate ce l'abbiamo fatta. Tutto sembrava di essere a posto – la macchina andava, era soltanto sporca. Ma quando l'hanno alzata hanno trovato un bastone incastrato sotto all telaio. Hanno spiegato che c'era qualcosa da riparare o cambiare e dovevamo pagare 50GEL extra. Poi visitavamo la città. Ci muovevamo a piedi o in metro – monumenti , chiese, moschee, castelli, ecc. – che pizza! Che barba! Che noia! :) Il mio scopo principale per quell pomeriggio era trovare un ufficio postale e comprare i francobolli. Trovare un ufficio postale a Tiblilisi non era una cosa facile – e infatti non l'ho trovato. (Anche le cartoline, le ho trovate con qualche problema – ovviamente brutte da morire, ma sempre – le ho trovate soltanto nei negozi con souvenir). Avevo una mappa semplice dove ho trovato un ufficio postale, ma quando sono andato li, mi hanno detto che non si trovava li e dovevo andare più lontano.. Vagabondavo cercandolo, ma non l'ho trovato per la prima volta. Di sera gli altri sono andati a vedere di nuovo chiese, moschee ecc. Io invece tornavo a cercare un ufficio postale. Chiedevo la gente, in inglese, ed uno mi ha indicato una direzione, un altro la direzione opposta, uno non mi capiva, un tassista non sapeva ed una ragazza mi ha detto che a Tibilisi non c'era nessun ufficio postale (sic!). Giravo su e giù e per caso ho trovato „georgian post” - non era un ufficio postale vero ma un punto dove si poteva comprare dei francobolli e mandare le cartoline.
20.11.2010

Questa volta abbiamo dormito a lungo, fino alle 09:30. E che sorpresa – per la prima volta durante il nostro soggiorno in Georgia non c'era il sole e il cielo era nuvoloso, ma non pioveva. Dopo la colazione Hubert è andato ai bagni, le ragazze ad un bar io restavo all'hotel – dovevo fare le valigie(gli altri l'avevano già fatte prima ed l'avevano lasciate in uno sgabuzzino) e scrivere le cartoline. Per caso ho trovato le ragazze in una gelateria – ho mangiato ovviamente un gelato - era ottimo :). Dopo aver trovato Hubert ce ne siamo andati – vagabondavamo, vagabondavamo, vagabondavamo. Abbiamo fatto molti, ma molti chilometri ma non c'era quasi niente di interessante. Małgosia era stanca. Ho comprato qualche regalo(t-shirt e una bottiglia di vino). Verso le 21 siamo andati all'aeroporto. Con il nostro volo alle 05:40 abbiamo passato la notte li.
Sommario

La Georgia mi
è piaciuta molto – soprattutto le montagne, le città un po'di meno. Guardando dal punto di vista del turismo ci sono tante cose ancora da fare – ci mancano gli indicazioni stradali e i nomi delle città che si attraversa. Le strade e il tema separato – ci sono le autostrade e le strade molto buone, ma sono poche. Le strade più piccole in montagne sono bianche, molto rovinate, bucate con i sassi grandi. Le stazioni di benzina vendono quasi sempre soltanto la benzina :) - non è ancora come nell'Europa che vendono anche prodotti alimentari ecc. La polizia è molto gentile ma non è vero, come ci ha detto George(il noleggiatore delle macchine), che tutti parlano inglese – al contrario non ne abbiamo incontrati molti che lo parlavano. Me generalmente la polizia è molto gentile e aiuta volentieri e ci sono tantissimi poliziotti. Sono nei parchi, sulle strade, in tutti posti. Hanno le macchine nuove, buone e i loro questure sono tutte moderne, di solito di vetro. In Georgia si va in macchina in modo un po strano. I georgiani non rispettano le corsie, usano molto clacson e di notte usano sempre i fari lunghi raramente spegnendoli quando passano un altra macchina soltanto per accenderli un attimo dopo. I pedoni non usano le strisce – attraversano la strada dove vogliono(anche molto grandi), si fermano alla metà strada aspettando il tempo per attraversare la seconda parte della strada e non sono in fretta). La gente è molto gentile e quasi tutti vestono in nero. Quando sapevano che venivamo dalla  Polonia parlavano molto bene del nostro paese – spesso parlavano di Lech Kaczyński. Nelle città si vede molti edifici, molte case abbandonate, vuote e rovinate. Nei villaggi si vede ancora un grande povertà , ma nello stesso tempo la gente sembra contenta. Ci sono tante mucche che vagabondano. Durante il nostro soggiorno non ha piovuto mai. Ogni giorno, eccetto l'ultimo, c'era sole e faceva caldo. Di notte, all'alba e di sera faceva un po freddo. La Georgia l'ho trovata abbastanza cara – Le stanze costavano circa 20-25 GEL e spesso non c'era ne riscaldamento ne acqua calda. Il cibo georgiano non è male – si mangia molta focaccia e formaggio, ma dopo qualche giorno con chaczapuri non lo volevo più. Insomma bell viaggio.

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