Disclaimer

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Le storie che presento nel mio blog, le ho fatte per le mie lezioni d'italiano (e poi di spagnolo, francese e portoghese brasiliano). Generalmente, sono più o meno vere :). Ma, per farle più interessanti, spesso esagero o le colorisco un po' :).

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domenica 6 febbraio 2011

Tatry - corso 2011

Per la festa dei Tre Magi volevo andare in montagna, ma nessuno voleva accompagnarmi e alle fine sono andato a fare snowboard. Da qualche mese pratico l'arrampicata e la mia scuola d’arrampicata organizza anche i corsi invernali a Tatry. Dunque ho deciso di partecipare a tale corso(prima non ci andavo da solo, anche se dovevo pagare molto :) e anche potevo imparare cose nuove). Il corso dura 4 giorni, comincia giovedì pomeriggio e ci sono al massimo 6 persone. Prima del corso un istruttore ha inviato un messaggio con gli indirizzi dei partecipanti del corso - tutti erano di Varsavia. Cosi potevamo sistemare insieme andata/ritorno in/da montagna. Al inizio quasi tutti hanno scritto che andavano in treno o in pullman. Io invece ho scritto che andavo in macchina e finalmente una ragazza, Bożena, ha deciso di andare con me e gli altri ragazzi, Łukasz e Paweł, volevano ritornare con me a Varsavia. Per fare il viaggio più economico ho preso la macchina di mio papà(un diesel e ha consumato poco gasolio).



03.02.2011

Con Bożena abbiamo stabilito di partire alle 05:30 di giovedì mattina perché prevedevano il tempo brutto. Ma abbiamo fatto la strada senza nessun problema - non c’era grande traffico e anche non pioveva e non nevicava. La nostra base era a Kiry vicino alla valle Kościeliska. Siamo arrivati verso il mezzogiorno dopo 6 ore di viaggio e ci ha dato il benvenuto il nostro istruttore - Stefan. Alle 14 è cominciato ufficialmente il nostro corso del turismo invernale in montagna alta. Prima abbiamo firmato dei contratti indicando che eravamo coscienti dei pericoli i dei rischi :). Stefan ci ha mostrato un set valanga : avra, sonda e pala. L’avra(Appareil de Recherche de Victimes en Avalanche, in francese) è l'apparecchio di ricerca in valanga - è uno strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte dalla valanga. Noi lo chiamavamo pieps(si pronuncia [pips] :)) dal nome della ditta che produce tale equipaggiamento e in Polonia, fra gli alpinisti, questo nome funziona come per esempio addidas. Le nostre avra erano infatti da PEPIS :). Lo strumento è sostanzialmente una ricetrasmittente di segnale elettronico, che funziona sulla frequenza standard dei 457 kHz. Gli escursionisti lo indossano in modalità di trasmissione. Quando uno si perde, travolto in valanga le altre persone cambiano la modalità alla ricezione e lo strumento le indica la localizzazione del trasmettitore del travolto. La Sonda da valanga è una sottile, lunga asta rigida, utilizzata per sondare la massa nevosa alla ricerca dei travolti. La si usa nell'ultima tappa della ricerca con avra - per indicare precisamente il posto del travolto. Viene usata anche nei casi quando travolto non aveva nessun avra. In questa situazione, dipende dalla zona che deve essere ricercata, bisogna di molte persone che attraversano in fila la valanga e la sondano. Dopo aver trovato un travolto, si deve disseppellirlo usando la pala. L’utilizzo congiunto dei tre strumenti(avra, sonda, pala) salva, con alta probabilità i travolti. Stefan ci ha detto di portare sempre tutto il set. Sapendo la teoria siamo andati in montagna, nella valle Miętusia, per praticare un po’. Una persona nascondeva la sua avra dovunque sotto la neve e un altra persona la ricercava e la disseppelliva con la pala. Poi verificavamo che cosa succede quando molte avra sono travolte insieme in vicinanza. Abbiamo imparato anche l’uso della sonda da valanga. Era già buio quando tornavamo a Kiry per mangiare qc. Nel frattempo Stefan ci ha mostrato anche le viti da ghiaccio. Di sera speravo di andare in piscina, ma no - fino a mezzanotte avevamo le lezioni che soprattutto trattavano delle valanghe e della sicurezza.

04.02.2011

Ci siamo svegliati all’alba e con gli zaini pieni di tutto il nostro equipaggiamento siamo partiti. Siamo andati in macchina in valle Małej Łąki da dove comincia un sentiero alla vetta più famosa in Tatry - Giewont. C’era bel tempo ma più alto tirava il vento forte. In certo punto ci siamo fermati e abbiamo praticato varie cose - per esempio l’uso del martello piccozza per fermarsi dopo la caduta sul pendio ripido. Stefan ci ha presentato come si fanno i punti di assicurazione usando la corda e il martello da alpinista e la corda sola e la neve. Abbiamo praticato anche i vari modi storici di discesa come la discesa in corda doppia inventata da Dufler. Dopo la pratica siamo saliti un po' e abbiamo indossato i ramponi. Sulla vetta era scivoloso con la neve ghiacciata. L’abbiamo raggiunta e abbiamo scattato qualche foto - la salita invernale al Giewont - ce l’ho fatta :) - niente di straordinario, ma sempre conta :). Poi siamo scesi senza nessun problema...quasi :) - Scendendo ho perso uno dei miei ramponi, ma l’ho trovato. Generalmente vicino alla vetta Stefan ci guidava fuori sentiero estivo perché cosi era più...sicuro :). Il sentiero estivo attraversa le zone valangose e diventa pericoloso durante l’inverno. Dopo esser scesi gli altri sono andati per mangiare qc io invece sono tornato alla nostra base perché di mattina ho notato che la camera d’aria della mia macchina era vuota. La volevo accomodare prima del fine-settimana. Certo, avevo la ruota di scorta, ma con questa ruota si può andare al massimo 80km/h e non mi sarebbe piaciuto tornare a Varsavia cosi lentamente :). Fortunatamente ho trovato subito qualcuno chi mi ha prestato la pompa e mi ha spiegato dove era una vulcanizzazione. Ci sono andato e un meccanico ha trovato che la valvola perdeva l’aria. L’ha cambiata e tutto era a posto. Sono tornato alla base e ho fatto qc da mangiare - penne all'arrabbiata. Poi fino a tardi avevamo le lezioni e praticavamo i vari nodi alpinistici.

05.02.2011


Ci siamo svegliati molto presto - dovevamo partire alle 7 perché andavamo in valle dei cinque laghi. Stefan aveva un permesso con cui potevamo fare la strada a Morskie Oko in macchina. Per andare in macchina dovevamo entrare al parco prima delle 8. Questa strada la odio :) - 10km della strada asfaltata...brr. In valle dei cinque laghi si va da Wodogrzmoty Mickiewicza e siamo andati in macchina. Dopo 2-3 ore della salita siamo arrivati al rifugio. Io, come sempre, ero bravo e veloce :P, e anche avevo lo zaino più grande di tutti gli altri, allora Stefan mi ha dato a portare la corda e i moschettoni che ci sarebbero serviti per fare gli esercizi sul “ghiacciaio”. Al rifugio abbiamo mangiato un po(la famosa torta da mele :)). Il tempo era abbastanza bello - tirava il vento forte ed era nuvoloso, ma c’era anche il sole. Sui laghi praticavamo le tecniche che si usano sui ghiacciai. Poi abbiamo indossato le racchette da neve - andavamo fuori sentiero con la neve profonda e le racchette aiutavano di non affondare troppo. Siamo raggiunti un valico dove tirava il vento fortissimo. Prima attraversando un pendio valangoso. Allora andavamo da soli con circa 50m fra ogni persona. Tornavamo già con buio. Per mangiare Stefan ci ha preso al posto vicino a Nosal. Il ristorante era straordinario - il proprietario era un grande fan di blues e c’erano molte cose collegate con blues attaccate alle pareti. Lui era molto caratteristico. I piatti erano buonissimi. Anche il modo di pagamento era una cosa divertente. Il proprietario del ristorante si occupava dei visitatori da solo con un piccolo aiuto di qualche ragazza. Non dava gli scontrini ma veniva e calcolava tutto in memoria - ogni persona elencava i suoi piatti e lui ogni volta aggiungeva il prezzo e dava il totale. Forse lui poteva contare benissimo, ma io non ricordavo che cosa ho ordinato e non ho elencato tutto :). Di sera le lezioni di nuovo con la pratica della tecnica di salire dal crepaccio.

06.02.2011
 
Progettavamo di salire a Świnica ma non volevamo andare da Kuźnice. Invece preferivamo salire in una gondola a Kasprowy Wierch. Soltanto con il vento molto forte non sapevamo se la gondola funzionasse. Stefan di mattina ha verificato che funzionava e siamo andati. Quel giorno ci accompagnava Anita – la cugina di Stefan che voleva partecipare al corso, ma nei primi giorni si è ammalata e non poteva farlo. Il tempo era brutto – a Zakopane pioveva un po'. Fortunatamente la su la pioggia trasferiva alla neve. Non avevamo dei bei panorami perché era nebbioso e nuvoloso. Dopo esser saliti a Kasprowy Wierch ci siamo preparati per la nostra escursione. Dall'inizio abbiamo indossato i ramponi e siamo partiti. Senza Stefan mi sarei perso di sicuro :) - con poca visibilità e tanta neve non vedevo il sentiero – forse anche perché come al solito facevamo il percorso fuori sentiero. Su un valico abbiamo praticato l'assicurazione con la corda. Poi abbiamo creato due team. I partecipanti di ogni team si sono collegati insieme con la corda e sono partiti. Facevamo il cosiddetto „simul-climbing” - un tipo d'arrampicata senza assicurazione fissa. La prima persona con l'aiuto di moschettone e una fettuccia attacca la corda ai sassi o sceglie il percorso fra i sassi in tale modo che in eventualità della caduta la corda si incastrerebbe e bloccherebbe. L'ultima persona invece raccoglie tutto. Stefan ci indicava i sassi dove dovevano fare i punti d'assicurazione, ma non abbiamo verificato se questo sistema funzionava :). La via alla vetta era ripida. Dovevamo andare insieme e per me il ritmo era lentissimo allora non mi sono stancato per niente. Gli altri invece lamentavano :). A due ragazzi mancava la forza, invece Anita lamentava alle scarpe. Gliele ha prestate  un suo amico e le facevano i feriti ai piedi. Lei aveva 18 anni e settimana seguente andava alla festa di maturità. Non lo so se sia riuscita a ballare. Siamo raggiunti la vetta e siamo scesi, con la gondola di nuovo, a Zakopane. Abbiamo mangiato allo stesso posto dove avevamo mangiato il giorno precedente. Siamo tornati a Kiry e ci siamo preparati per il viaggio a Varsavia. Siamo partiti verso le 19. I miei compagni mi hanno terrorizzato di fermare a Zakopane ed andare a Krupówki per comprare i formaggi. Dopo le 20 siamo partiti per Varsavia. La strada era vuota. L'ho fatta in meno di 5h.

Sommario

Il corso mi è piaciuto moltissimo. L'istruttore era molto bravo e simpatico e gli altri partecipanti anche erano simpatici e interessanti. Ho trovato che le mie pratiche dagli altri considerate come strane sono infatti giuste. Per esempio non bevo quasi niente e mangio poco durante le mie escursioni(...non mangio perché di solito non ho niente da mangiare :P). E Stefan, la nostra guida, faceva proprio lo stesso – non beveva ne mangiava quasi niente. Anche la teoria che in montagna si deve indossare sempre le scarpe alte non è vera – Stefan per l'estate raccomandava le scarpe leggere e basse e anche per la protezione dalla pioggia...un ombrello :). Generalmente era un grande fan della roba ultra leggera.

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